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Che delusione…

Novembre 28, 2008

Quest’ultima settimana C. ed io siamo andati a trovare gli “Amici della Zizzi”.
Una Onlus, associazione di beneficenza che si occupa di aiutare bambini in gravi difficoltà economiche e sociali, con sede a Livorno.
Siamo partiti con il nostro T4 pieni di entusiasmo e armati di buona volontà pronti a qualsiasi lavoro, anche pesante pur di aiutarli ma, purtroppo, siamo tornati a casa delusi ed anche un pò offesi da certi atteggiamenti e trattamenti che ci hanno riservato.
L’unica cosa positiva che c’è stata è l’incontro fatto con i ragazzi e con Anna e Paola due volontarie come noi che come noi sono scappate e con cui abbiamo condiviso sogni e progetti di fronte ad un buon succo di frutta in un bar ad Orentano il giorno della partenza tra l’altro anticipata di due giorni.
E’ vero che dagli altri non ci si deve aspettare niente ma credo sia legittimo pretendere almeno il saluto come segno di buona educazione anche come valore da trasmettere ai figli visto che tra l’altro ne hanno otto in affido.
Invece il caro papà non solo non si è neanche sognato di ringraziarci per quello che abbiamo fatto ma si è permesso di non salutarci mai e trattarci peggio del suo cane.
Esclusi e dico proprio ESCLUSI da qualsiasi forma di coinvolgimento non ci ha trattato neanche come ospiti (gli ospiti vanno onorati) ci ha fatto sentire insomma solo degli intrusi.
E noi che eravamo andati là per avvicinarci ad una realtà “diversa”  ad un modo di vivere “altro” ci siamo ritrovati proprio una famiglia “normale” di quelle in cui si prega per ringraziare del cibo il Signore ma ci si scorda di ringraziare coloro che l’hanno preparato con fatica, di quelle in cui ci si alza da tavola a metà cena per andare ad accendere la televisione ad alto volume senza parlare con i commensali.
Che delusione… 
Lungi da me fare delle osservazioni sull’educazione di questi bambini ma se il caro papà pregasse un pò meno e trovasse uno sponsor per frequentare un corso di Bon Ton certo male non gli farebbe!
…ma poi ama il prossimo tuo come te stesso non l’aveva detto uno dei loro? 

ehm ehm….

tanta fatica

Ottobre 10, 2008

Dopo aver perso Rino, il mio dolce esserino, la fatica più grande è svegliarsi la mattina. La sensazione è di totale inutilità di tutto. Non credo più a niente. Vivo solo per il rispetto alla vita che ad altri è negata o straziata. Forse arriverà il giorno in cui non piangerò più ma sento che ne sono ancora molto lontana.

Odio Padova e tutta l’equipe medica del reparto di cardiochirurgia infantile. Odio profondamente la loro verità sempre in tasca, la loro pragmaticità che gestisce i problemi senza neppure poter concepire di stare sbagliando, e così questi professori (si perchè hanno le cattedre e insegnano questi professor Stellin, Professoressa Milanesi e guai a non chiamarli “professore”o  gli si ammoscia l’Io) senza mai riflettere sulle loro azioni, facendo “tutto giusto” hanno sbagliato diagnosi, e poi terapia e il risultato e che Rino non c’è più anche se hanno fatto tutto giusto..loro e la loro verità in tasca fino all’ultimo, di fronte a qualsiasi evidenza.

Odio il lagher dove mi hanno fatto partorire e tutte quelle infermiere che hanno reso la mia permanenza li una prigionia. La loro disumanità,il loro vile esercizio del potere in ogni sua microscopica forma.. microscopica come la loro anima.

I bambini che ho incontrato insieme a Rino SONO TUTTI MORTI.

NON FATE OPERARE VOSTRO FIGLIO LA, ANDATE ALL’ESTERO.

Honda CB125 del 1977

Agosto 1, 2007

Finalmente è pronta la mia stupenda motoretta rossa fiammante del ‘77 prelevata dalla pioggia e dalle intemperie di un cuore mestrino poco clemente.
La carrozzeria ed il motore sono stati rimessi a nuovo da Fabrizio mentre Giancarla si è occupata della sella.
Prossimamente splenderà al sole del lungomare livornese.

Honda CB125 1977

Blog al posto di bimbi!

Maggio 15, 2007

L’unica cosa che a 32 anni riesco a partorire è un blog.
ehm… ehm…
Ciao a tutti!